Visitiamo il bosco di Rudina nella Calabria Grecanica

-di Maria Lombardo-

La Calabria Grecanica suggestiva area ubicata all’estrema punta della Regione una terra ancora “incontaminata” e “sauvage” che merita spesso e volentieri i racconti di Senza Fili. Il Bosco di Rudina angolo verde posizionato tra Ferruzzano e la fiumara La Verde il cui nome è tutto un programma. Il termine Rudina in greco Calabrese significa“luogo dove crescono i melograni”. Questo polmone verde rappresenta un unicum sia per i botanici che per gli amanti della frescura durante l’estate. Ed è stata documentata la presenza umana da tempi immemori possibile ammirare antichi palmenti circa 200. Si annidano in questo bosco particolari condizioni microclimatiche, la biodiversità vegetale ed animale sono rimaste quasi intatte nonostante l’azione plurimillenaria dell’uomo, tanto da essere censito nell’ambito del progetto Bioitaly, tra i 47 S.I.C. (sito di interesse comunitario) presenti in Italia, cioè aree naturalistiche in cui la CEE è disposta ad investire in progetti di tutela e conservazione. Il livello di naturalità è elevatissimo e ne siamo contenti! Esiste ancora l’ultimo esempio di vegetazione forestale mediterranea di bassa quota presente sul versante jonico dell’Aspromonte. Qui l’uomo non ha deturpato la zona con inquinamento ambientale o imboschimento di eucalipto estraneo alla nostra flora. E’ un vero mosaico botanico rimasto davvero immutato dove si può ammirare il leccio, la presenza di specie forestali tipiche della fascia montana, quali farnetto e carpino nero. Il piano arboreo è dato da varie specie, alcune sempreverdi come il leccio, dominante, e la sughera, altre caducifoglie come la roverella di Virgilio, la roverella di Dalechampi, il farnetto, il carpino nero, l’orniello, l’acero trilobo, l’acero napoletano, l’olmo, ecc.. Il sottobosco è caratterizzato da arbusti sempreverdi come lentisco, mirto, erica, corbezzolo, ecc. ; inoltre largo sviluppo hanno le specie lianose come salsapariglia, edera, tamo, vitalba, ecc. Accanto alle bellezze di bosco e sottobosco si possono notare strati di civiltà diverse che praticavano la “paleo viticoltura”dai greci ai bizantini per passare dai basiliani che hanno rispettato il territorio in toto. Per questi motivi l’area è giunta a Noi intatta!