Intervista ad Arturo Lavorato “Movimento 14 luglio”, chiarezza sulle polemiche a Nicotera (VV),

Intervista a cura di Giovanna Senatore

Diretto e senza fronzoli, Arturo Lavorato, ci racconta la sua versione dei fatti, sulla querelle sollevatasi nei giorni scorsi intorno al’attivismo civico del Movimento 14 luglio, “accusato” di volere “intimidire” una giornalista del Quotidiano del sud. Il Movimento, “dei cittadini e delle cittadine nicoteresi (VV) in mobilitazione, nasce per difendere il territorio e la qualità dell’acqua e del mare. Un Movimento trasversale e spontaneo di quelli che vorremmo poter vedere proliferare in ogni angolo del territorio calabrese. Arturo Lavorato, attivista del Movimento, opera da anni sul territorio. A noi l’approccio e il linguaggio di questo “pazzo devoto ad Erasmo” è piaciuto molto, lo stesso vorremmo poter dire di un certo mondo giornalistico, stanco e distratto, che in questo frangente probabilmente avrebbe potuto estendere la propria solidarietà a 360gradi.

 

-Fughiamo immediatamente ogni dubbio: Si è trattato di una  petizione o di una  raccolta firme promossa per richiedere la rettifica di alcuni articoli  che secondo il Movimento non hanno riportato la verità?

Non propriamente l’una né l’altra. Una petizione assolutamente no, poiché petizione dal latino vuol dire chiedere qualcosa e una replica non chiede nulla se non di essere pubblicata per poter esprimere la propria versione dei fatti. Una raccolta firme nemmeno in senso proprio, poiché questa si intende, normalmente, rivolta erga omnes (a tutti) mentre la nostra è solo la scelta di una pratica: la firma, singolo per singolo, di tutti quanti, presenti ad oggi a Nicotera (molti vivono fuori) sono aderenti al movimento 14 luglio, che essendo una sigla informale non ha soggettività giuridica e non è titolare di alcun diritto, compreso quello di replica. Chi firma la replica firma prima di tutto la dichiarazione implicita di essere membro del movimento, poi firma una ricostruzione alternativa dei fatti e una circostanziata contestazione di alcuni passaggi degli articoli della Dell’Acqua e infine dichiara, ciascun per sé e tutti insieme, di essere un gruppo di cittadini liberi ed autodeterminati e di non essere quattro gatti, per contro alle affermazioni dei medesimi articoli per cui sarebbe un movimento ormai sfilacciato in cui una quarantina di persone si fanno trasportare come pecoroni da me e mio zio che gestiamo familisticamente la cosa.

-Quella del  Movimento dunque è un’avvertita  sensazione di delegittimazione  che varca i livelli di guardia e, si è sentito solo il bisogno di rendere visibili, in maniera inequivocabile, le  manifestazione di adesione?

Ripeto, coralmente dei cittadini hanno voluto dichiarare sulla propria responsabilità personale: Eccoci, noi siamo il movimento 14 luglio e ci difendiamo dalle detrazioni.

In una Regione come la Calabria, dove i confini di ogni cosa non sono mai troppo nettamente distinti, basta una richiesta di rettifica per delegittimare un Movimento e  trasformare mediaticamente le vittime in carnefici?

Ti cito un passaggio di un articolo del gruppo siciliano ContadinAzioni che mi sembra eloquente in merito meglio delle mie stesse parole e argomentazioni:

“L’accusa di mafiosità infatti è stata utilizzata spesso e volentieri nei confronti di movimenti sociali e di massa che decidono di prendere parola senza intermediari. Questa criminalizzazione e delegittimazione per arginare o distruggere processi di emancipazione la conosciamo bene e crediamo più o meno volontariamente poggi su un’etnicizzazione dei fenomeni. Il discorso del potere quando e come serve utilizza un- significante geografico che condanna a un peccato originale- intere comunità e territori: è facilissimo far rimbalzare una notizia su un quotidiano nazionale alludendo all’impossibilità di presa di coscienza nelle colonie dell’impero.

Ci pare che il dispositivo razzista nei confronti del sud e dei subalterni è tale perchè capita siano gli stessi siciliani o meridionali a utilizzarlo, a Niscemi ieri come oggi a Nicotera se esiste una spinta o soggettivazione o è eterodiretta dalla mafia o non è”  (http://www.fuorimercato.com/attualita/229-nicotera-marina-quando-le-accuse-di-mafiosita-fanno-rima-con-razzismo.html)

-Perché tappare la bocca ad un movimento nato spontaneamente, fatto di gente comune e perbene  che rivendica, tra l’altro trasversalmente, un diritto fondamentale?

Io credo che ci sia senz’altro una disponibilità dei poteri forti locali (masso-mafiosi-imprenditorial-speculativi) a muoversi per caldeggiare le peggiori detrazioni nei nostri confronti sui media. Ma non significa che ciò debba avvenire per commissione. Gli apparati di potere funzionano anche come macchine senza soggetto, i cui meccanismi si attivano autonomamente e autonomamente procedono, anche per questo sono terribilmente efficaci. Qui la macchina mediatica nelle sue espressioni di apparato di potere informativo manipolatorio delle coscienze si è attivata e procede indipendentemente dall’eventuale malafede dei singoli (che non per questo possono essere giustificati) e niente di più facile che si intersechi coi meccanismi, più sotterranei ma non per questo meno automatici, delle macchine lobbistiche di manovra dei poteri più o meno occulti, locali e non locali.

-La vicenda dell’elicottero atterrato al centro del paese, sembra ad un certo punto entrare a gamba tesa nelle rivendicazioni del Movimento e con la raccolta firme. Quali sono le connessioni tra i diversi accadimenti?

Nessuna connessione se non  il fatto che entrambe le vicende si realizzano a Nicotera; il fatto che entrambe le vicende riguardano Enza Dell’Acqua come corrispondente de “Il Quotidiano del sud”, che a mia conoscenza non ha mai svolto alcuna inchiesta antimafia ma ha solo riportato ed enfatizzato la vicenda dell’elicottero, senz’altro riprovevole…ma difficilmente associabile a una vera e propria inchiesta. Visto che l’enormità simbolica e emblematica di quel fatto rispetto alla malagestione del governo locale parla da sola, senza bisogno di inchieste.

-Prima che scoppiasse la polemica, quante volte la stampa locale e regionale  ha dato voce al Movimento 14 Luglio?

La stampa nazionale mai. Tranne ovviamente l’Ansa, non quando abbiamo occupato il Municipio per una settimana, non quando abbiamo bloccato la stazione di Rosarno per mezza giornata a fine luglio, non quando abbiamo occupato gli uffici dell’ASP – Dipartimento Prevenzione di Vibo, non quando il 19 dicembre scorso abbiamo realizzato senza preavviso blocchi stradali a gatto selvaggio nelle principali arterie di Vibo Valentia. La stampa locale spesso, in primis “il Quotidiano del Sud” e il Tgr Rai.

-Ha il desiderio  di meglio identificarsi il Movimento 14 Luglio? C’è una composizione verticistica,  un direttivo?

Il movimento attua un metodo rigidamente assembleare. solo quando dobbiamo fare delle azioni a sorpresa l’assemblea conferma un gruppo di coordinamento di volontari che decide cosa si organizza e coordina tutto il movimento nella messa in opera delle azioni. Sennò non si potrebbero fare azioni a sorpresa. Tutto viene discusso e deciso in assemblea, inderogabilmente.

-Nel Movimento, fra i promotori pare ci sia Emanuele Mancuso, figlio del boss “Luni Mancuso” , quindi secondo alcune osservazioni giornalistiche (vedi articolo21) Arturo Lavorato e Luni Mancuso stanno dalla stessa parte della barricata. È vero? Se sì, come mai, secondo te, quest’ultimo avrebbe deciso di sostenere le istanze del Movimento nicoterese?

Emauele Mancuso ha depositato e postato su facebook una denuncia per diffamazione in cui dichiara di non far parte del movimento è diffamatorio accostarlo allo stesso quale manovratore.  Non conosco Luni Mancuso, anche se ovviamente so chi è. Non so cosa pensa di noi. Sicuramente un movimento che si batte contro la malagestione e combatte interessi speculativi in riferimento a smaltimento rifiuti, trattamento dei reflui fognari, sversamenti inquinanti in mare, gestione delle forniture idriche…è naturale e fisiologico nemico di qualunque singolo o organizzazione che realizza in forma occulta e/o illegale lucro sulla gestione dei pubblici servizi e appalti connessi.